Gianfranco Chiarelli interviene sul tessile, insultando Vendola

Cavalcare l’onda della manifestazione di ieri è semplice, per qualsiasi politico, ma capovolgere la realtà e strumentalizzare la manifestazione e la rabbia dei lavoratori espressa ieri pomeriggio è un’impresa ardua. Ma non per questo non bisogna tentare. Negli interventi di ieri è apparso chiaro che molto di quello che sta accadendo è dovuto alle scelte sconsiderate di un Governo nazionale che non ha mai ammesso l’esistenza della crisi e con cadenza quasi settimanale, anzi, il Presidente del Consiglio annuncia che la crisi A) non tocca l’Italia; B) in Italia è più leggera; C) in Italia è già passata.

Ieri è apparso chiaro che quest’atteggiamento, unito all’atteggiamento di considerare il Sud una palla al piede bella e buona, sta letteralmente radendo al suolo il tessuto economico locale. Il consigliere Chiarelli, che conosce bene in che maniera le aziende entrano in fallimento, attua un capovolgimento di senso di quello che accade, approfittando dell’occasione per dare una bottarella a Vendola, che non si sa mai, e di ringraziare il Governo per le sue scelte, che da sole basterebbero a risollevare la situazione. A questo punto, ci viene da chiedere come mai nel frattempo tante aziende stanno chiudendo, e migliaia di lavoratori sono in piazza, manifestano scioperano, occupano le fabbriche, salgono sui tetti, sulle gru…

A Vendola e al suo governo che fa “solo demagogia”, è rimproverato che da una parte assegna a Martina un ruolo centrale nel settore, eleggendola a sede del Distretto produttivo della moda, ma nel frattempo non fa niente per salvare le aziende. Dovrebbe chiedere, il consigliere, ai suoi uomini di stanza a Martina come mai il Distretto stenta a partire se addirittura assegnano alla sua sede naturale, il Centro Servizi in Piazza D’Angiò, a nuova caserma dei Carabinieri.

comunicato stampa chiarelli

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  1. A marzo si vota e Chiarelli, che non ha spiccicato parola per cinque anni, adesso sente l’esigenza di essere più visibile e non si preoccupa della qualità delle argomentazioni. D’altronde cosa potrebbe dire chi non ritiene, in perfetta sintonia con le elucubrazioni dell’homo ridens, che la crisi mette in ginocchio gli imprenditori che rispettano la legge e i lavoratori.

  2. e poi è veramente singolare che il consigliere regionale Chiarelli, per fare dichiarazioni sulla situazione economica e produttiva di Martina, ritenga opportuno utilizzare l’icona della Commissione consiliare regionale di cui è presidente, anche perchè aveva intenzione di attaccare, ancorchè in modo improprio, visti i provvedimenti regionali a favore della cassa integrazione in deroga e alle proroghe del periodo della mobilità, il Presidente della Giunta. Sarebbe stato molto più congruo che, sotto quel logo, Chiarelli ci informasse di quello che ha fatto sull’istituzione regionale: per esempio, riduzione del numero dei consiglieri regionali, valorizzazione delle competenze del Consiglio Regionale ecc.ecc.

  3. Le “bottarelle” a Vendola potrebbero anche solleticare gli “appetiti” di qualche suosimpatizzante, non certo quelli dell’avv. Gianfranco Chiarelli. Qui non si sta scherzando, si parla di cose estremamente serie. L’intervento del
    consigliere regionale Chiarelli, a mio parere, era solo un modo di raccogliere un grido d’allarme drammatico che giunge da migliaia di lavoratori del comparto tessile che cercano risposte sul loro futuro occupazionale. Di tante famiglie costrette oggi a vivere nell’incertezza del domani. Nessuno ha “insultato” il presidente Vendola, si è solo rimarcato come, accanto a provvedimenti finalizzati a garantire centralità alla città di Martina Franca e al ruolo di possibile nuova sede del distretto tessile regionale, occorra varare misure non
    solo inerenti la cassa integrazione o la deroga della mobilità ma interventi a favore delle imprese, primi fra tutti nuove agevolazioni fiscali, che possano mettere in condizione le aziende di gestire questo difficile momento. Poi, non siamo nati ieri, ed è chiaro che anche di fronte agli scandali da cui continua ad essere investito il governo Vendola (e da ieri, dopo l’ultima informativa dei Carabinieri consegnata ai magistrati di Bari impegnati nell’inchiesta sulla sanità, anche lo stesso Vendola in persona) la “politica” finisca per giocare un ruolo sempre attivo soprattutto quando,inevitabilmente, ci si scontra tra
    diverse coalizioni, tra maggioranza e opposizione. Poi, chi dice che il centro servizi di piazza D’Angiò è stato destinato ad ospitare la nuova caserma dei Carabinieri è poco informato. Quella citata fu una proposta, forse discutibile,
    avanzata dalle stesse forze dell’ordine al sindaco in un momento in cui non si sapeva ancora quale destinazione d’uso assegnare all’edificio. Successivamente, invece, il Centro Servizi è stato inserito all’interno dell’Area vasta come
    destinatario di un progetto (da circa un milione mezzo di euro) di ristrutturazione che consentirà all’immobile di svolgere la sua funzione
    originaria, quella di sede del distretto regionale della moda e, dal prossimo anno, di ospitare anche i corsi della facoltà di Scienze e tecnologia della Moda. In quanto poi al ruolo istituzionale
    svolto dal consigliere Chiarelli (unico rappresentante dell’opposizione) come Presidente della VII Commissione Consiliare, evidentemente poco o nulla sa chi attacca su questo fonte l’avvocato Chiarelli, dell’attività svolta sino ad oggi
    all’interno della commissione. Alla guida della VII Commissione Chiarelli in questi ultimi cinque anni ha invece ottenuto risultati di fondamentale
    importanza tali da favorire il percorso di evoluzione e modernizzazione dei
    rapporti tra Regione e Comuni avviando di fatto lo storico processo di autonomia degli enti locali. Attualmente Chiarelli e la sua commissione sono
    impegnati in un altro processo evolutivo di fondamentale importanza, quello
    della nuova legge elettorale. Fatti, non parole.

  4. cara Stefania, la battuta sulla “bottarella” è troppo simpatica, e contemporaneamente definisce il livello culturale in cui è maturata (la battuta). Questo però non mi esime di risponderle con tranquillità a quello che dice.
    Prima di tutto, siccome come lei dice “non siamo nati ieri” è bene che si renda conto che le nostre fonti di informazione non sono nè il TG1 nè il TG4, e quindi sappiamo benissimo che gli scandali sulla sanità in Puglia non coinvolgono per nulla Vendola, ma solo una parte della sua giunta che ha prontamente mandato a casa. Per l’informativa di cui parla, deve sapere che sui tavoli dei giudici ne arrivano a bizzeffe, anche su di me e su di lei. Naturalmente non le chiedo di fidarsi di Vendola, ma solo di evitare di venderci fumo.
    Per la questione delle politiche a favore delle imprese, non dovrei essere io a citarle i fondi stanziati l’anno scorso, sia per gli start up, sia per il risanamento. Oltre naturalmente alla cassa in deroga. Ma i lavoratori vengono in secondo piano, non è vero?
    Martina Franca e il suo territorio, e lo dico senza correre il rischio di essere smentito, è feudo del centrodestra da decenni e tutto quello che accade qui è perchè è voluto. La crisi del comparto tessile, l’urlo inascoltato dei commercianti, la crisi dell’edilizia (tranne uno) sono solo sintomi di un modo di fare politica, di cui Chiarelli è rappresentante, basata su tutto fuorchè l’interesse per il territorio. Le aziende tessili sono in crisi da anni, e la causa principale è la dedizione alla contraffazione e alla delocalizzazione che ammazza i più deboli o coloro che scelgono di rimanere nella legalità. Oltretutto, il consigliere Chiarelli è tristemente noto in tutto il settore, basta parlare con qualsiasi operaio. E so anche che quello di cui parlo, lei lo comprende benissimo.
    Per il Centro Servizi, deve sapere che lo dice il piano triennale delle opere pubbliche del comune di Martina Franca.
    Dell’operato di Chiarelli nella VII Commissione, quello che lei dice non lo capisco. Cos’è il “percorso di evoluzione e modernizzazione dei
    rapporti tra Regione e Comuni avviando di fatto lo storico processo di autonomia degli enti locali”?
    E dato che lei parla di fatti e non di parole, sarei lieto se mi fornisse qualche esempio concreto.

  5. Il fatto che lei ignori (?) l’operato di Chiarelli in VII Commissione Consiliare la dice lunga sui pregiudizi nei confronti del nostro consigliere regionale. E forse ignora il principio di sussidiarietà che contraddistingue tutti i processi economici voluti e dettati dalla comunità europea nonché dalla nostra costituzione (se lo vada a studiare). A quanto pare a sinistra, dove immagino lei è collocato ideologicamente, si ignorano molte cose, considerando che il buon Vendola ignorava l’operato dei suoi collaboratori (sic!!). Quanto agli operai, mi sembra curioso che abbiano il tempo di pensare “all’inoperosità” di Chiarelli, quando rischiano di perdere il posto di lavoro. E’ sicuro, inoltre, che la crisi del comparto tessile a Martina sia scaturita da responsabilità politiche locali? Credo che le colpe, stiano, invece, nella via individualistica che le imprese hanno portato avanti negli anni, senza che nessuno abbia pensato di costituire un consorzio o un marchio unico più forte sul mercato. La delocalizzazione non potrà mai essere un fattore da combattere, e questo è stato detto anche dai suoi “compagni” in piazza l’11 novembre. Si ricordi che l’operaio, da solo, potrà fare ben poco. Serve piuttosto aiutare le imprese con sgravi fiscali e quant’altro: questo è ciò che si sta facendo a livello nazionale. Tornando a Chiarelli, spieghi ai suoi operai che cosa significa essere in maggioranza e che cosa significa essere all’opposizione: forse avranno modo di riflettere sulla “rivoluzione gentile” promessa da Vendola. Ma per fortuna il giro sulla giostra del nostro amato governatore sta terminando. E forse da aprile in poi si potranno sfruttare al meglio i finanziamenti europei su qualsiasi comparto. Si potranno istituire le commissioni d’indagine, vanamente chieste dal centrodestra per quattro anni e autorizzate solo dopo gli scandali venuti a galla, per i direttori sanitari. Forse non si spenderanno 6 milioni di euro per tre giorni di “notti bianche”. Forse il bilancio regionale non sarà oberato del 75% a causa dei debiti sanitari. Chiudo tornando al panorama politico locale: il feudo del centrodestra ha un valido braccio destro: il centrosinistra martinese. Ridicoli, incapaci di fare opposizione, tanti galli che litigano nel pollaio del nulla …

  6. Gentile Stefania, perdoni il ritardo nella risposta. Mi preme sottolineare che non condivido l’uso dell’aggettivo possessivo nei confronti degli operai. Sarà una vecchia tara di noi di sinistra, ma siamo convinti che le persone non appartengono a nessuno. Ma probabilmente non è un pensiero molto condiviso. Detto questo, ritornando alla questione dell’avv. Chiarelli, vorrei farLe notare che non ha risposto alla mia domanda: Cos’è il “percorso di evoluzione e modernizzazione dei
    rapporti tra Regione e Comuni avviando di fatto lo storico processo di autonomia degli enti locali”?
    Evito di pensare che Lei non abbia voluto rispondermi perchè ha difficoltà a trovare una risposta, ma mi preme invece evidenziare che i pregiudizi di “noi di sinistra” non bastano a non avere risposte. E soprattutto, gentile Stefania, quello che io dovrei studiare sono ancora in grado di deciderlo da solo.
    Torniamo agli operai: ritengo un segno tipico dei tempi e dei modi di fare di certi politici, “consigliare” ai lavoratori di farsi gli affari loro e non badare a cosa fa il Consigliere Chiarelli. Quello che fa il Consigliere Chiarelli “è” affar loro, sia perchè la sua attività professionale riguarda anche quelle persone, sia perchè, essendo un nostro rappresentante eletto (nostro, e non solo di chi ha votato Puglia Prima di Tutto) ha il dovere di rendere conto a tutti. Anche agli operai.
    Infine, sono d’accordo sull’incapacità di opposizione da parte del centrosinistra martinese…

  7. Caro Massimiliano, sei un vero democratico e soprattutto hai molta pazienza. Perchè ce ne vuole molta di pazienza per rispondere alla signora Silvana, le cui opinioni, eccetto una, sono non solo contraddittorie ma anche poco decifrabili.
    L’unica cosa che si capisce è che è una fan di Chiarelli e questo è un guaio, soprattutto per lei.

  8. Sono indegnamente afflitto dal sentirmi inesorabilmente capra.. Eppure tutto sono fuorchè questo..o forse ero, prima di tornare qui a Martina.

    Esprimere questo mio infelice pensiero era per me d’obbligo, ora, allegramente, posso posso defecare.

    Nico Convertini, emigrato sei anni fa con tristezza, rientrato sei mesi fa con terrore…

    Beêêêê

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